di Igor Righini, Presidente PS

Ti senti pronto ad avere una famiglia? Vuoi diventare mamma? Vuoi diventare papà? Battiti per la parità, per dei congedi maternità e paternità degni di questo nome. Sostieni dei salari dignitosi per tutte e tutti. Nel buon nome della famiglia, non farti usare per traghettare le politiche di sgravi fiscali a beneficio dei super ricchi. Altrimenti ruberanno il tuo tempo, la tua libertà e il tuo denaro. Grazie alla democrazia diretta, possiamo lanciare dei referendum e scegliere diversamente rispetto al Parlamento. La volontà popolare in Svizzera oltrepassa il potere della politica istituzionale. È perciò possibile respingere questo patto politico, dire no alla riforma fiscale perché le misure sociali sono già state votate e non sono state messe in discussione con un referendum.

Con questa modifica della legge tributaria, gli asili nido verranno costruiti anche sulla pelle di molte mamme perché è proprio al ceto medio che i partiti di maggioranza hanno appena tagliato gli assegni familiari integrativi, quelli di prima infanzia e i sussidi cassa malati. Non si condizionano prestazioni sociali irrinunciabili, come quelle per le famiglie, all’obbligo di concedere degli sgravi fiscali a persone ricche con patrimoni superiori a 1,4 milioni di franchi. Questa proposta, in votazione il 29 aprile, non corrisponde a un patto sociale equilibrato, ma è il frutto di una politica funzionale alle esigenze dell’alta società e sorda ai bisogni del ceto medio. Le persone particolarmente facoltose negli ultimi 30 anni hanno triplicato i loro patrimoni, continuano ad accumulare ricchezza e non hanno assolutamente bisogno di questi ulteriori regali fiscali. Al contrario, noi del ceto medio non possiamo permetterceli.

Non passi l’idea che per realizzare delle misure sociali bisogna per forza accettare degli sgravi fiscali alle persone particolarmente facoltose. Altrimenti prepariamoci al peggio perché il denaro che perdiamo oggi, domani mancherà per fare quello che serve alla collettività: scuole, formazione, ospedali, sicurezza, politiche sociali.

E pagheremo tutti. I figli usciti dagli asili, ormai cresciuti, non avranno aiuti sufficienti agli studi; alle mamme, alle famiglie e alle persone sole nel bisogno verranno tolti degli assegni indispensabili per vivere dignitosamente. Se vuoi diventare mamma dovrai farla sempre, non puoi accontentarti di un assegno parentale che aiuta nel primo anno di tuo figlio; prima o poi sulla torta di compleanno toccherà mettere la seconda candelina, poi la terza… I problemi e le difficoltà non scompaiono man mano che i bambini crescono, aumentano e il sostegno non può essere limitato al primo anno, quando il figlio è ancora in fasce.

Ricordiamoci che domani i figli saranno adolescenti e poi adulti. Costruiamo insieme un sistema che sappia pensare a loro: è una questione di responsabilità collettiva rispetto alle future generazioni. La politica sociale è rivolta a tutti coloro che ne hanno bisogno: famiglie, famiglie monoparentali, persone sole. Con questa riforma fiscale ciò che possiamo ricevere oggi, domani ci sarà tolto con gli interessi. Dobbiamo essere lungimiranti e pensare al futuro.

Il 29 aprile invito a votare NO a questa riforma fiscale, ingiusta e squilibrata. Battiamoci per implementare le misure in favore del ceto medio, a cominciare dalle misure sociali votate in Parlamento che seppur perfettibili non sono state contestate e devono essere realizzate subito.

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