La crescita del capitale finanziario si associa alla riduzione del saggio del profitto sulla produzione industriale e alla possibilità di spostare la produzione in posti in cui è più facile sfruttare la manodopera e i vincoli sul capitale sono debolissimi, mentre gli utili sono distribuiti in luoghi con le aliquote fiscali più basse. Questo processo di globalizzazione è favorito da uno sviluppo tecnologico che spinge la crescita di un “settore finanziario fuori controllo”, il quale divora dall’interno la moderna economia di mercato, cioè l’economia della crescita, proprio come la larva di una vespa divora dall’interno l’ospite in cui è stata deposta, è la suggestiva considerazione dell’economista Martin Wolf apparsa sul Financial Times. Secondo il World Inequality Report 2018, la disuguaglianza di reddito è aumentata in quasi tutti i paesi.

A fronte di disuguaglianze crescenti nella nostra società, i possedimenti di ricchezza patrimoniale sono sotto-tassati e le imposte sulle imprese sono ai minimi storici. Inoltre, il sistema fiscale non è sufficientemente progressivo tenendo conto della miriade di esenzioni e di regimi fiscali che tassano i redditi da capitale in maniera differente, favorendo i più abbienti. Se la tendenza proseguirà immutata, nel 2050 lo 0,1 per cento di ultra-ricchi controllerà la stessa ricchezza dell’intera classe media in Cina, Stati Uniti e Unione Europea.

Per uscire da questa situazione e per diminuire le disuguaglianze nel mondo e nel nostro paese occorre far pagare le tasse con aliquote il più possibile progressive e misure solide di contrasto all’evasione ed elusione fiscale.

Occorre incentivare modelli imprenditoriali che adottino politiche di maggiore equità retributiva e sostengano livelli salariali dignitosi.

Introdurre trasferimenti a favore dei meno abbienti, offrire maggiori servizi pubblici sono i modi efficaci per contrastare la tendenza strutturale del capitalismo ad allargare la forbice tra ricchi e poveri.

Tenendo conto di queste considerazioni I Verdi del Ticino invitano il governo a cambiare approccio e a ripensare la riforma fiscale per diminuire le crescenti disuguaglianze nel nostro paese e nell’interesse di tutti i cittadini. Alla luce di quanto esposto formuliamo come indicazione di voto un deciso NO alla riforma fiscale cosi come presentata.

Usman Baig
Co-coordinatore Verdi del Ticino

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