Sul decreto in votazione il prossimo 29 aprile 2018 per regali fiscali di 52 milioni a favore di ricchi possidenti in queste settimane già molto è stato detto e scritto. Tuttavia alcune contestazioni degli argomenti dei sostenitori della proposta si impongono. soprattutto per una corretta informazione delle cittadine e dei cittadini e affinché non si lascino trarre in inganno da argomentazioni discutibili e in parte non veritiere e dai ricatti.

La prima riguarda l’oggetto in votazione. Si tratta puramente e semplicemente di approvare o respingere la proposta di sgravi fiscali ingiustificati a favore di ricchi e delle persone giuridiche – essenzialmente delle multinazionali –. Punto e basta. Il decreto relativo alle misure di carattere sociale non è né in discussione né in votazione. Pretendere come fa il Consiglio di stato che se non passa la riforma fiscale anche quella sociale decade è un vero e proprio ricatto. Sostenere poi come fa ad esempio il leghista Foletti che la maggioranza del Gran Consiglio ha dato mandato al governo di non mettere in vigore il decreto sulle misure sociali è a dir poco mistificatorio. Infatti, siccome quel decreto è stato votato dal Gran Consiglio e nessuno lo ha mai contestato, per la sua abrogazione o la sua non messa in vigore necessita di una decisione formale del Consiglio di stato. Il Gran Consiglio potrebbe comunque decidere di far entrare in vigore queste proposte. Senza tener conto del fatto che politicamente vogliamo vedere chi se la sentirà di affossare una riforma non contestata e da tutti ritenuta necessaria per la quale i mezzi finanziari per implementarla ci sono se non altro alla luce del buon risultato dei consuntivi 2017 del Cantone.

La seconda riguarda lo spauracchio agitato da Vitta e colleghi sulla necessità di riportare l’imposizione fiscale per gli alti redditi e le grosse sostanze nella media svizzera per evitare la partenza di grossi contribuenti. Partenza paventata ma tutt’altro che dimostrata. Non è da oggi che ricchi contribuenti e multinazionali per loro ragioni si trasferiscono in altri lidi indipendentemente da eventuali sgravi fiscali. E altri arrivano. A parte l’assurdità di praticare e rincorrere una politica fiscale al ribasso favorendo così una corsa assurda alla concorrenza fiscale fra cantoni.

La terza riguarda l’affermazione di Vitta e Foletti secondo la quale non ci sarebbero stati in tutti questi anni dei veri ed effettivi tagli alla spesa sociale. La prova secondo loro è che la spesa sociale sarebbe cresciuta negli ultimi anni almeno del 20% e che le deduzioni sociali sono in Ticino tra le più alte. Dimenticando di dire che la spesa sociale è aumentata come conseguenza della crisi sul mercato del lavoro come lo prova il forte aumento delle persone che devono far capo all’assistenza. Per non parlare dei maggiori oneri per il finanziamento delle cliniche private. Quanto poi alle alte deduzioni sociali e per la formazione si omette intenzionalmente di precisare che le stesse in quanto dedotte sul reddito imponibile e non sull’imposta generalmente favoriscono una volta di più i contribuenti con alti redditi.

In conclusione, dopo i numerosi tagli già attuati nel settore sociale negli anni passati per circa 50 milioni, ulteriori sgravi per 52 milioni di fatto costituiscono la premessa ad altri e futuri tagli nel sociale. Tanto più che altri pacchetti di sgravi fiscali per grosse aziende già sono preannunciati.

Ecco perché il 29 aprile si impone un deciso chiaro No a un pacchetto fiscale squilibrato e ai ricatti.

Werner Carobbio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...