Lo scorso 18 settembre, il Consiglio di Stato ha presentato la Riforma fiscale. Si tratta di una serie di sgravi fiscali volti sia ai cittadini estremamente abbienti che alle grandi aziende, tralasciando quindi quelle piccole medie imprese che non ne trarrebbero alcun vantaggio.

Considerati i tagli effettuati negli ultimi anni da Governo e Parlamento nei diversi settori sociali, come i sussidi di cassa malati, l’ammanco stimato di 52,5 milioni dovuti ai futuri sgravi porterebbe ad aggravare ed incrementare i sacrifici a cui la popolazione è costantemente sottoposta; il tutto a favore di milionari e grandi aziende. Seppur uno degli obiettivi sarebbe quello di attirare e trattenere aziende ad alta produzione di capitale, bisogna sottolineare che tra l’anno 2008 e 2015 il numero complessivo di aziende si è comunque duplicato.

Tutto questo non rappresenta inoltre che l’inizio di un processo di più riforme volte ad attribuire altre agevolazioni fiscali a una piccola parte della popolazione: quella estremamente benestante.

Questa Riforma porta a riflettere su di un pilastro essenziale che regge la nostra società: il lato sociale. Volgendo uno sguardo alla situazione attuale, possiamo prendere da esempio la condizione degli studenti e delle borse di studio. Sebbene l’Accordo intercantonale per l’armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio abbia permesso il passaggio da 13’000 a 16’000 CHF del valore del tetto massimo di aiuti allo studio, il Cantone ha modificato i criteri d’accettazione escludendo dall’aiuto quelle famiglie appartenenti al ceto medio e che necessitano comunque di un sostegno. A questo, va aggiunto il diritto arrogatosi nel 2015 nella Legge sugli aiuti allo studio di trasformare un terzo dei sussidi a livello di master in prestiti di studio: il risultato sono giovani che, al termine della loro formazione e alla ricerca di un lavoro, si ritrovano con un indebitamento anche superiore al valore di 10’000 CHF, da sommarsi al tasso di interesse applicato.

Il quadro generale mostra dunque una diminuzione massiccia delle richieste accolte dall’Ufficio degli aiuti allo studio (UAST), tagli dal valore di 5 milioni agli assegni di studio in soli due anni, crescente precarietà delle condizioni studentesche, un tasso di disoccupazione giovanile ormai raddoppiato e studenti indebitati per potersi permettere un futuro e una formazione di qualità e tutto questo in coincidenza con sgravi dal valore di ben 52,5 milioni di franchi a scapito della popolazione che necessita di aiuti che le vengono resi difficili se non negati. Il Cantone si impegna quindi in questa Riforma fiscale, alimentando quel circolo vizioso che va a scapito della popolazione meno fortunata, parte importante della nostra società.

Questa situazione di disparità è ormai divenuta una costante e a tal proposito la Gioventù Socialista ha lanciato l’iniziativa 99%, che mira ad abolire alcuni sgravi fiscali destinati ai redditi da capitale e a garantire una redistribuzione più equa. La politica attualmente applicata accoglie infatti la diminuzione degli aiuti sociali, come quelli degli assegni di prima infanzia, in concomitanza però con nuovi sgravi fiscali, perseguendo così gli interessi di una piccola parte della popolazione. Il 29 aprile abbiamo la possibilità di interrompere questo circolo vizioso votando no alla Riforma fiscale.

Daniela Falconi,
Gioventù Socialista Ticino

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