Il prossimo 29 aprile saremo chiamati ad esprimerci sulla modifica della legge tributaria che chiede di diminuire la pressione fiscale alle grosse aziende e ai grandi contribuenti (con una sostanza al di sopra di 1,38 milioni).

È importante ricordare che l’oggetto in votazione è solamente la riforma fiscale e non le misure sociali che sono state disgiunte dalla parte fiscale in quanto, come già stabilito dal Tribunale federale in un caso simile a Neuchâtel, non si può far votare la popolazione sotto condizionamenti di qualsiasi sorta, vale a dire: “Devi accettare i regali ai ricchi e alle grosse aziende, altrimenti non ti do gli aiuti sociali che ti ho promesso!”. Questo è un ricatto, che nonostante quanto stabilito dal Tribunale federale, i sostenitori di questo ennesimo regalo ai ricchi e alle grandi aziende (come la Gucci di Sant’Antonino, che sembra avere qualche problema fiscale nella vicina penisola), continuano a fare sui cittadini ticinesi. Vogliamo favorire ancora di più queste holding, che si insediano sul nostro territorio solo perché creano posti di lavoro? Ma che tipo di lavoro? Su chiamata? Per chi? Con degli stipendi tali per cui non sarebbe mai possibile vivere in Ticino? Già oggi beneficiano di condizioni quadro estremamente allettanti e non da ultimo anche da un punto di vista fiscale.

Nelle casse del Cantone e dei Comuni, al momento in cui la manovra sarà completamente implementata, mancheranno 52,5 milioni di franchi! Mentre si vanno a favorire i grandi capitali, in Ticino la povertà cresce, come le disuguaglianze. Il potere di acquisto della maggior parte degli abitanti di questo cantone diminuisce. Allo stesso tempo, Cantone e Comuni dovranno fare ulteriori tagli alla spesa, che ancora una volta colpiranno le fasce più deboli della popolazione. Ricordo che negli ultimi 3 anni, Governo e Gran Consiglio hanno deciso tagli alla spesa sociale per oltre 50 milioni di franchi. Di conseguenza non meraviglia che i beneficiari dell’assistenza hanno ormai superato le 8’000 unità semplicemente perché negli ultimi dodici anni il tasso di povertà in Ticino è passato dal 10,4% al 17,3%. Questo dato dimostra che i continui sgravi fiscali avvenuti negli ultimi 15-20 anni in Ticino e i continui tagli agli aiuti sociali hanno conseguenze devastanti su una parte della popolazione che si è sempre più impoverita.

La città in cui vivo, Bellinzona, perderà un milione di franchi di gettito fiscale. Ulteriori vantaggi fiscali ai grossi capitali non faranno altro che aumentare ancora il numero di cittadini che dovranno far capo all’assistenza. Le imprese in Ticino sono aumentate negli ultimi 10 anni e siamo al quarto posto nella graduatoria svizzera sul tasso di crescita delle imprese. Sono aumentati i posti di lavoro ma i salari sono diminuiti. Stiamo attirando imprese che sfruttano il nostro territorio, la nostra legislazione in materia fiscale e pianificatoria ma che per finire non generano quella ricchezza di cui tutti dovrebbero beneficiare. Il Consiglio di Stato sta cercando di ingannare la popolazione, legando la parte fiscale alla parte sociale. La parte sociale, che noi appoggiamo, non è stata referendata. Per abrogarla, il Consiglio di Stato dovrà tornare in parlamento e chiederne la non applicazione!

Per tutte queste ragioni il prossimo 29 aprile voterò No!

Alberto Casari,
Direzione PS Ticino

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