Una riforma fiscale che concede sgravi ai milionari e alle grandi aziende che comporterà delle minori entrate di 52,5 milioni di franchi per Cantone (30,1) e Comuni (22,4). È questo l’oggetto su cui saremo chiamati a esprimerci il prossimo 29 aprile.

Il popolo sarà chiamato a votare su un oggetto preciso, la riforma fiscale, non a proposito di un’altra materia, che risponde ad altre necessità e persegue altre finalità come la politica sociale. La fiscalità permette allo Stato di ottenere le risorse per svolgere i suoi compiti e rispondere ai bisogni della popolazione. Deve perciò permettere, con i salari, un’equa ridistribuzione della ricchezza. Risulta perciò sconcertante che i sostenitori della riforma fiscale giustifichino dei regali fiscali a chi non ne ha assolutamente bisogno affermando che questa riforma andrà a favore delle famiglie. Gli sgravi fiscali previsti significano minori entrate per lo Stato e l’esperienza ha già dimostrato che il risultato di questa politica sono proprio degli importanti tagli alla politica familiare!

Con questa politica si svuotano le casse dello Stato, una situazione che poi viene utilizzata per giustificare la riduzione delle prestazioni sociali come gli assegni familiari, per la prima infanzia o i sussidi cassa malati. Non dimentichiamo che proprio gli ultimi di questi tagli sono stati fatti con la manovra di rientro finanziario votata dal Gran Consiglio nell’autunno del 2016.  Solo negli ultimi due anni il diritto agli assegni familiari è stato tolto a ben 811 famiglie che già disponevano di un reddito molto modesto.

Il 29 aprile non voteremo sulla riforma sociale, accolta dal Gran Consiglio, che è un’altra cosa e che non è stata oggetto di referendum. Le due riforme – fiscale da un lato e sociale dall’altro – sono state separate proprio per garantire la libertà di voto su ciascuna delle due materie. Non è quindi accettabile che si faccia pensare alla popolazione che le misure per gli asili nido e gli assegni per la nascita dei figli siano condizionati al consenso per dei regali fiscali ai milionari e alle grandi aziende. È compito dello Stato rispondere alle necessità della popolazione, ai nuovi bisogni sociali e le risorse finanziare per andare in questo senso ci sono. Non bisogna però ridurle sulle spalle della popolazione facendo regali a chi già dispone di un grande patrimonio. Per questo voteremo No alla riforma fiscale.

Barbara di Marco Christofer, Direzione PS Lugano
Simona Buri, capogruppo PS in consiglio comunale a Lugano
Tessa Prati, consigliera comunale PS a Lugano

 

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